Sistemi e serramenti in acciaio

Libertà e sperimentazione: i segreti dell’acciaio

Parla il designer: Diego Chilò

 

Diego Chilò (1957) inizia la professione nel 1984 occupandosi di edilizia e di industrial design, lavorando per diverse importanti aziende nazionali ed internazionali del settore. Dall’85 collabora con l’Arch. Fiorenzo Valbonesi e dal ‘97 con l’Arch. Tobia Scarpa. Dal 2006 ad oggi è membro del comitato scientifico della rivista Acciaio Arte Architettura del Gruppo Palladio e nello stesso anno viene segnalato dalla giuria del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla committenza di architettura. Nel 2007 il progetto Lapis è segnalato all’Innovation and Design Award al LivinLuce EnerMotive di Milano. Nel 2012 è impegnato nella ricerca “Smart design 4 Smart city”. Nel 2013 Acqualuce riceve il Good Design Award Lighting del Chicago Athenaeum, nel 2014 viene esposto il vaso Asolo alla mostra Trame presso la Triennale di Milano, nel 2015 il progetto Timber è tra i vincitori del concorso “Nutrire il futuro – energie della tradizione” e viene esposto presso Expo 2015. Ha esposto presso Galleria Galica (MI), Musei Civici di Venezia, Triennale di Milano, Palazzo Firmian (TN), Qi.Bi Gallery (VI) e Spazio espositivo “Chiesetta dell’Angelo” a Bassano del Grappa (VI). Ha collaborato e collabora con la Facoltà di Industrial Design di Firenze e con il prof. Pino Scaglione per seminari e workshop presso il corso di architettura del DICAM, Unitn. Diversi progetti e profili sono pubblicati nelle più importanti riviste di settore. Il percorso personale è esposto in diverse pubblicazioni, tra le quali la monografia “Diego Chilò designer” (Idea s.r.l. 2005), il volume “Nel vetro c’è” (Editrice Compositori 2010) e il libro “design maker” (List lab 2014), mentre diversi progetti e profili sono pubblicati nelle più importanti riviste di settore.

 

Quale è stata l’origine della passione per il materiale acciaio?
Sono figlio di un artigiano; nell’officina di proprietà ricordo che si riparava dal motore dell’auto alla bicicletta, dal trattore al cancello, dalla pentola alla serratura di casa. La manualità e la materia sono nel tempo affiorate nel mio percorso progettuale, elementi che resistono nel tempo a seconda del progetto e dell’uso, con la possibilità di avere libertà di pensiero nel lavorare il materiale acciaio.

 

Si tratta di un materiale plasmabile, di estrema duttilità e indubbie caratteristiche meccaniche: quali le caratteristiche principali nelle applicazioni nel settore specifico del tuo lavoro?
Nella mia attività di progettista ho cercato di sviluppare le mie idee sia nell’architettura che nel disegno industriale traghettando, dalla grande dimensione al dettaglio, le linee di progetto attraverso sperimentazioni nel campo del design. Strutture strallate, scale, pareti ventilate, frangisole, parapetti, infissi, piccoli dettagli di costruzione nell’architettura, ed anche supporti per lampade, sedie, letti, viti, elementi di precisione che, assieme ad altri materiali, diventano sperimentazione. Queste sono tutte caratteristiche riconoscibili nei miei lavori.

 

Il rapporto fra materiale acciaio, progettualità, ingegnerizzazione ed artigianalità: si tratta di un processo complesso, quali sono i punti più delicati da considerare per lavorare al meglio?
Lo sviluppo evidente del metallo in architettura è verso la fine ‘800  in Inghilterra con la rivoluzione industriale, e nel design con l’architetto Peter Behrens nei primi del ‘900, mentre, per quanto riguarda il nostro territorio, legato alla cultura della pietra e del mattone, l’uso di questo materiale si è diffuso soprattutto dopo gli anni ‘50 testimoniato dalle grandi strutture edili e dallo sviluppo delle tecniche di lavorazione meccanica di precisione. La ricerca di prodotti di alta qualità, supportata dal lavoro della macchina e della tecnologia, ha portato alla realizzazione di prodotti con alte prestazioni, stabili, duraturi e precisi nella lavorazione finale. Probabilmente abbiamo perso, negli ultimi anni, l’artigianalità, che a mio avviso dovrebbe essere ripresa prima di perderla completamente, anche se, con la meccanica di precisione, sviluppata negli ultimi decenni ed entrata anche in edilizia oltre che nel processo produttivo di largo consumo, il risultato finale del prodotto finito ha registrato un miglioramento, sia in termini estetici, che funzionali. L’acciaio è un materiale riciclabile e rientra senza dubbio nella filiera produttiva. Come in altri paesi, anche in Italia si dovrebbe utilizzare questo materiale con una maggiore frequenza e con un riguardo particolare all’etica ed alle economie di progetto.

 

La tua ventennale collaborazione con Palladio ti ha portato ad una diversa visione relativamente alle applicazioni dell’acciaio?
Lo scambio delle informazioni tra progettista e azienda ha portato e porta tuttora a continui miglioramenti nello sviluppo dell’acciaio e nelle sue varie applicazioni progettuali, sia nella piccola scala che nella grande scala; questo è il risultato che la materia dimostra nel tempo, una corretta progettazione e utilizzo, talvolta anche inaspettato.
La leggerezza e la tecnologia che questo materiale esprime sono sensazioni che si percepiscono in qualsiasi applicazione, che sia un cavo, un infisso, una lamiera o un dettaglio meccanico, salvaguardando spesso requisiti funzionali e normativi, in qualche caso unici ed estremi.
Nelle diverse occasioni, sia in architettura che nel design, l’uso dell’acciaio (inox, corten, lamiera, lastra) mi hanno portato verso un pensiero progettuale duraturo e di sostanza, lontano dalla scelta di altri materiali, spesso ben commercializzati ma rivolti, in alcuni casi, a soddisfare solamente la parte estetico-funzionale e non prediligendo invece le caratteristiche o le prestazioni che venivano richieste dall’applicazione stessa.
Grazie alla visione e alle scelte aziendali della proprietà, la mia collaborazione con Palladio dura e si è consolidata nel tempo in un rapporto di crescita e formazione continuo.

 

La tua ventennale collaborazione con Palladio ti ha portato ad una diversa visione relativamente alle applicazioni dell’acciaio?
Lo scambio delle informazioni tra progettista e azienda ha portato e porta tuttora a continui miglioramenti nello sviluppo dell’acciaio e nelle sue varie applicazioni progettuali, sia nella piccola scala che nella grande scala; questo è il risultato che la materia dimostra nel tempo, una corretta progettazione e utilizzo, talvolta anche inaspettato.
La leggerezza e la tecnologia che questo materiale esprime sono sensazioni che si percepiscono in qualsiasi applicazione, che sia un cavo, un infisso, una lamiera o un dettaglio meccanico, salvaguardando spesso requisiti funzionali e normativi, in qualche caso unici ed estremi.
Nelle diverse occasioni, sia in architettura che nel design, l’uso dell’acciaio (inox, corten, lamiera, lastra) mi hanno portato verso un pensiero progettuale duraturo e di sostanza, lontano dalla scelta di altri materiali, spesso ben commercializzati ma rivolti, in alcuni casi, a soddisfare solamente la parte estetico-funzionale e non prediligendo invece le caratteristiche o le prestazioni che venivano richieste dall’applicazione stessa.
Grazie alla visione e alle scelte aziendali della proprietà, la mia collaborazione con Palladio dura e si è consolidata nel tempo in un rapporto di crescita e formazione continuo.